Che cosa è il METODO SUMMA AUREA®?

>Per Prima cosa il METODO SUMMA AUREA® è un DONO!

E' un DONO che Roberto ha ricevuto già da 10 anni e per ciò che gli è possibile condivide con altre persone affinché ciò che lui vive quotidianamente possa essere vissuto anche da altri.

E' un mezzo per entrare in contattato con il proprio Sé Superiore, la propria parte Divina e sperimentare che cosa significa essere Consapevole di far parte del TUTTO!

Il METODO SUMMA AUREA® è inoltre un potente strumento per lavorare a livello PSICO-FISICO e SPIRITUALE.

Conoscere e utilizzate tale Metodo consente di:

• comprendere quali siano i nostri conflitti umani e/o spirituali;

• prendere coscienza di come funzioniamo a livello psico-fisico e quali dinamiche e condizionamenti sono in atto in noi;

• imparare ad affrontare e risolvere ciò di cui abbiamo preso coscienza e che intrappola la nostra vita creando malessere;

• diventare esperti nella conoscenza e nell'uso della Bioenergia;

• recuperare un equilibrio interiore foriero di ritrovato benessere Psico-Fisico e Spirituale.

PRESENTAZIONE DEL METODO SUMMA AUREA®

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DiMETODO SUMMA AUREA®

METODO SUMMA AUREA® e Fisica Quantistica

La radiazione, è un’onda elettromagnetica, e come tale è soggetta a fenomeni come la riflessione, la rifrazione, l’interferenza, ecc.. Tuttavia la luce non si comporta sempre come un’onda: l’energia da essa trasportata non è “diffusa” in modo continuo lungo l’onda, ma viaggia nello spazio come se fosse concentrata in corpuscoli, e sotto forma di corpuscoli viene emessa ed assorbita dagli atomi. Come le particelle, la radiazione esercita una pressione sui corpi che investe, e quando un’onda elettromagnetica urta contro una particella, le cede una parte della sua energia proprio come farebbe un’altra particella. La luce ha quindi una duplice natura: è contemporaneamente sia un’onda che una particella, e si manifesta ora in un modo, ora nell’altro, a seconda delle situazioni. Questi corpuscoli prendono il nome di fotoni, sono privi di massa e di carica elettrica e si muovono con velocità pari a c.

La luce viaggia nello spazio come un’onda, ma nell’interagire con la materia si comporta come una particella. Questo significa che l’energia trasportata dalla radiazione viene scambiata tra un atomo e l’altro in “pacchetti”, i fotoni.

In un atomo, gli elettroni si muovono attorno al nucleo in una regione dello spazio che prende il nome di orbitale. L’elettrone possiede un’energia ben definita, che dipende dal tipo di orbitale lungo il quale si muove. Se un elettrone si sposta da un orbitale ad un altro, anche la sua energia varia. Questo meccanismo avviene attraverso l’assorbimento o l’emissione di un fotone. Per passare ad un orbitale di energia maggiore, l’elettrone deve ricevere energia e quindi assorbire un fotone; passando ad un orbitale di energia minore, esso ne deve liberare una certa quantità, cioè deve emettere un fotone, che a sua volta verrà “raccolto” da un altro atomo.

Le nostre cellule e il DNA usano quindi i biofotoni per immagazzinare e comunicare informazioni.

Apparentemente i biofotoni sono usati dalle cellule di numerosi esseri viventi per comunicare il che facilita il trasferimento di energia e di informazioni in maniera significativamente più veloce rispetto alla diffusione chimica.

Secondo uno studio del 2010, “la comunicazione tra cellule attraverso biofotoni è stata dimostrata nelle piante, nei batteri, nei granulociti neutrofili e nelle cellule epatiche animali.”

I ricercatori sono stati in grado di dimostrare che “… simulazioni di differenti emanazioni di luce spettrale (infrarosso, rosso, giallo, blu, verde e giallo) ad una terminazione spinale o alla radice di un nervo motore ha comportato un importante incremento nell’attività biofotonica“. I ricercatori hanno interpretato le loro scoperte suggerendo che “le stimolazioni luminose possono generare biofotoni che determinano l’attraversano nelle fibre neuronali di segnali di comunicazione neuronale.

Tecnicamente parlando un biofotone è una particella elementare o quanto di luce di origine non termica nello spettro visibile ed ultravioletto emesso da un sistema biologico. Essi sono generalmente ritenuti essere prodotti come risultato del metabolismo energetico all’interno delle nostre cellule o, più formalmente, come un “prodotto di reazioni biochimiche in cui molecole eccitate sono prodotte da processi bioenergetici che coinvolgono specie reattive all’ossigeno”.

Secondo le ricerche di Fritz Albert Popp, l’emissione di biofotoni da parte di esseri umani mostrava una caratteristica altamente inattesa, ovvero quella della coerenza (fotoni che vibrano in sintonia, in concordanza di fase e con la stessa frequenza). Tale coerenza è un fenomeno che si manifesta artificialmente nei laser ed era incredibile poterla osservare come risultato di un processo biologico. E andando avanti scoprì:

  • che le molecole all’interno delle cellule rispondono a determinate frequenze;
  • che le radiazioni biofotoniche sono collegate allo stato di malattia o di salute di un organismo;
  • che esse vengano utilizzate dalle cellule di un organismo vivente per una sorta di efficientissima comunicazione elettromagnetica inter-cellulare;
  • che vengono anche scambiate tra organismi della stessa specie (dai batteri alle pulci d’acqua);
  • che la molecola vivente che più di ogni altra è deputata alla ricezione ed alla trasmissione dei biofotoni è il DNA.

Infatti quando portiamo la nostra analisi al livello molecolare del nostro genoma,  si può identificare nel DNA una fonte di emissione di biofotoni. Studi in proposito hanno suggerito che il DNA sia così dipendente dai biofotoni da avere proprietà simili ai laser ad eccimeri, rendendolo in grado di esistere stabilmente ad un livello lontano dall’equilibrio termico.

Dagli studi di Popp e non solo, si evince che gli organismi in buona salute emettono bio-fotoni molto coerenti e gli organismi in cattiva salute emettono fotoni meno coerenti.

Quanto appena detto spiega chiaramente il funzionamento di un trattamento energetico.

L’Operatore, emette biofotoni con una determinata frequenza i quali vanno ad interagire con l’impianto intracellulare della persona bersaglio.

La zona dolente, bersaglio del trattamento, ha uno stato vibrazionale e quindi uno stato di passaggio di informazioni più lento, rispetto a quando è sano, quindi con frequenza più basse.

Le frequenze dei biofotoni emesse dall’Operatore essendo più elevate (l’Operatore è sia sano che con frequenze più elevate della normalità delle persone perché grazie ha particolari tecniche è in grado di elevare la sua frequenza vibrazionale), per il fenomeno della Risonanza porteranno le cellule della persona bersaglio ad elevare la loro vibrazione ed a modificare quindi il loro stato.

Il rilascio di fotoni da parte dell’Operatore consentirà agli elettroni il cambio degli orbitali , nelle cellule bersaglio, a livelli superiori. Questo porterà una migliore circolazione dell’energia e un conseguente ritrovato benessere.

Tale procedimento dovrebbe essere proseguito fino al ristabilimento della coerenza vibrazionale fra tutte le cellule dell’organismo bersaglio.

La durata del trattamento dipende dallo stato di incoerenza (ampiezza del blocco energetico o malessere) e frequenza dei biofotoni emessi dall’Operatore.
Tale trattamento porta alla modificazione degli stati ormonali in virtù di modificazioni degli stati cerebrali con, ad esempio, questi risultati frutto di un semplice trattamento energetico su di un soggetto.

Analisi a riposo e dopo un trattamento energetico con il Metodo Summa Aurea® dello stato del Sistema Endocrino della persona.

Ad oggi le ricerche scientifiche hanno portato alla verifica sperimentale che i Biofotoni ad alta frequenza sono emessi quando lo stato cerebrale dell’Operatore tende allo stato Delta.

Quanto più è ridotta l’interferenza mentale tanto più è elevata la frequenza dei biofotoni emessi.

Il Metodo Summa Aurea® è verificato come metodo bioenergetico con le necessarie caratteristiche per portare lo stato cerebrale della persona o dell’Operatore a lavorare in Onde Delta e quindi a emettere biofotoni ad alta vibrazione.

 

Dir. Scientifico e Didattico dell’Istituto di Bioenergia
Scuola di Formazione professionale per Operatori e Counselor Olistici
Dir. Operativo IQBIOPS – Società Internazionale di Biofisica Quantistica 
Roberto Fabbroni   



Alcuni Riferimenti:

[1] Herbert Schwabl, Herbert Klima. Spontaneous ultraweak photon emission from biological systems and the endogenous light field. Forsch Komplementarmed Klass Naturheilkd. 2005 Apr;12(2):84-9. PMID: 15947466

[2] Hugo J Niggli, Salvatore Tudisco, Giuseppe Privitera, Lee Ann Applegate, Agata Scordino, Franco Musumeci. Laser-ultraviolet-A-induced ultraweak photon emission in mammalian cells. J Biomed Opt. 2005 Mar-Apr;10(2):024006. PMID: 15910080

[3] Chao Wang, István Bókkon, Jiapei Dai, István Antal. Spontaneous and visible light-induced ultraweak photon emission from rat eyes. Brain Res. 2011 Jan 19 ;1369:1-9. Epub 2010 Oct 26. PMID: 21034725

[4] I Bókkon, R L P Vimal, C Wang, J Dai, V Salari, F Grass, I Antal. Visible light induced ocular delayed bioluminescence as a possible origin of negative afterimage. J Photochem Photobiol B. 2011 May 3 ;103(2):192-9. Epub 2011 Mar 23. PMID: 21463953

[5] M Kobayashi, M Takeda, T Sato, Y Yamazaki, K Kaneko, K Ito, H Kato, H Inaba. In vivo imaging of spontaneous ultraweak photon emission from a rat’s brain correlated with cerebral energy metabolism and oxidative stress. Neurosci Res. 1999 Jul;34(2):103-13. PMID: 10498336

[6] Y Kataoka, Y Cui, A Yamagata, M Niigaki, T Hirohata, N Oishi, Y Watanabe. Activity-dependent neural tissue oxidation emits intrinsic ultraweak photons. Biochem Biophys Res Commun. 2001 Jul 27;285(4):1007-11. PMID: 11467852

[7] B T Dotta, K S Saroka, M A Persinger. Increased photon emission from the head while imagining light in the dark is correlated with changes in electroencephalographic power: support for Bókkon’s biophoton hypothesis. Neurosci Lett. 2012 Apr 4 ;513(2):151-4. Epub 2012 Feb 17. PMID: 22343311

[8] I Bókkon, V Salari, J A Tuszynski, I Antal. Estimation of the number of biophotons involved in the visual perception of a single-object image: biophoton intensity can be considerably higher inside cells than outside. J Photochem Photobiol B. 2010 Sep 2 ;100(3):160-6. Epub 2010 Jun 10. PMID: 20584615

[9] Yan Sun, Chao Wang, Jiapei Dai. Biophotons as neural communication signals demonstrated by in situ biophoton autography. Photochem Photobiol Sci. 2010 Mar ;9(3):315-22. Epub 2010 Jan 21. PMID: 20221457

[10] F A Popp, W Nagl, K H Li, W Scholz, O Weingärtner, R Wolf. Biophoton emission. New evidence for coherence and DNA as source. Cell Biophys. 1984 Mar;6(1):33-52. PMID:6204761

[11] Masaki Kobayashi, Daisuke Kikuchi, Hitoshi Okamura. Imaging of ultraweak spontaneous photon emission from human body displaying diurnal rhythm. PLoS One. 2009;4(7):e6256. Epub 2009 Jul 16. PMID: 19606225

[12] Masaki Kobayashi, Daisuke Kikuchi, Hitoshi Okamura. Imaging of ultraweak spontaneous photon emission from human body displaying diurnal rhythm. PLoS One. 2009;4(7):e6256. Epub 2009 Jul 16. PMID: 19606225

[13] Eduard P A Van Wijk, Heike Koch, Saskia Bosman, Roeland Van Wijk. Anatomic characterization of human ultra-weak photon emission in practitioners of transcendental meditation(TM) and control subjects. J Altern Complement Med. 2006 Jan-Feb;12(1):31-8. PMID: 16494566

[14] F W G Schutgens, P Neogi, E P A van Wijk, R van Wijk, G Wikman, F A C Wiegant. The influence of adaptogens on ultraweak biophoton emission: a pilot-experiment. Phytother Res. 2009 Aug;23(8):1103-8. PMID: 19170145

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Rigenerazione Cellulare

Le tecniche di Rigenerazione Cellulare del METODO SUMMA AUREA® consentono di inviare dei messaggi, delle informazioni, attraverso un cambio di frequenza energetica.

Il cambio di frequenza energetica è associato ad una diversa onda elettromagnetica (e.l.m) a cui l’Operatore del METODO SUMMA AUREA® può agganciarsi nel momento in cui Modifica il suo Stato di Coscienza.

In questo stato alterato di coscienza è possibile Rigenerare il proprio stato cellulare inviando informazioni coerenti che dipendono dalla volontà e intenzione che abbiamo nel momento in cui svolgiamo la tecnica stessa.

Approfondiamo tali concetti!

Einstein ha dimostrato che la materia ha una dimensione energetica quindi fisicamente anche la materia vivente può ricevere, immagazzinare e cedere energia, in dettaglio questa energia è collegata ai fotoni che dal punto di vista fisico sono considerati quanti del campo elettromagnetico.

I fotoni si possono produrre in vari modi con emissione da elettroni che cambiano stato o orbitale, dalla transizione nucleare, dall’ annichilazione particella antiparticella o da qualsiasi fluttuazione del campo elettromagnetico. Il primo fisico a teorizzare la presenza dei fotoni fu nel 1922 il biologo russo Gurwitsch, la conferma scientifica della esistenza dei biofotoni si ha da parte del prof. Facchini con l’ introduzione nella fisica nucleare di un rivelatore molto sensibile alla luce chiamato tubo fotomoltiplicatore. Con questo strumento si è potuto dimostrare l’emissione di biofotoni legato al DNA, in particolar modo durante la sua replicazione. L’aumento di biofotoni in tessuti cancerosi indicava l’intensa attività replicativa delle cellule accompagnata quindi dalla cosiddetta “radiazione mitogenetica”.

Secondo il fisico Popp l’energia elettromagnetica gioca un ruolo fondamentale nei processi biologici in quanto è in grado di influenzare l’energia cinetica delle reazioni sia a livello atomico che molecolare, il corpo umano deve mantenere sempre una condizione di equilibrio, tale condizione viene mantenuta grazie a questo tipo di energia che condiziona direttamente l’omeostasi della singola cellula, del tessuto, dell’organo e quindi dell’intero organismo proprio perché vibrando con delle frequenze caratteristiche si sincronizzano tra loro i messaggi entrando in risonanza tra loro. Secondo Popp i biofotoni nascono dal nucleo cellulare o meglio dal DNA che è in grado di ricevere e inviare i segnali elettromagnetici. Da questo punto di vista, attraverso meccanismi elettromagnetici, si potrebbero evincere i legami che intercorrono tra la medicina quantistica e i trattamenti energetici come il METODO SUMMA AUREA®.

Le radiazioni emesse dalle cellule sono molto deboli ma di una qualità tale che li predispone ad essere trasmettitrici di informazioni, in pratica l’ irradiazione non è caotica ma è formata da vibrazioni stabili come la luce laser ma a differenza di quest’ ultimo non viene proiettato fuori dal sistema ma rimane intrappolata fungendo da collante e coordinatore degli stessi sistemi. Questa proprietà è detta “coerenza” e solo grazie a questa si possono memorizzare delle informazioni utili.

Se l’acqua viene immersa in un campo elettromagnetico i dipoli si orientano in macromolecole chiamate cluster dove le singole molecole oscillano in fase tra loro. Tra questi sistemi coerenti in fase c’è la possibilità di un dialogo sottile senza scambio di energia, coinvolgendo solo le fasi. Nel corpo umano i cluster di acqua presenti nella matrice sono influenzati direttamente dal ph e dalla temperatura.

L’energia prodotta dalle reazioni biochimiche ai margini dei cluster non si dissipa sotto forma di calore ma di onde e.l.m. dando luogo ad un’altra forma di coerenza. In questo passaggio fondamentale si viene a creare una relazione biunivoca tra la chimica e la fisica poiché le molecole non reagiscono spinte dal caso ma in funzione del principio di risonanza magnetica se le loro frequenze si vengono a riconoscere. Ecco perché ci sono reazioni biochimiche privilegiate che avranno una cinetica favorita rispetto ad altre, che producendo energia elettromagnetica potranno portare la loro influenza anche a distanza in altri distretti.

Questo tipo di informazioni elettromagnetiche nelle diluizioni omeopatiche si trasmette con l’acqua mentre nei trattamenti Bioenergetici attraverso le mani del terapeuta. Le informazioni che emette un essere vivente possono essere collegate a situazioni fisiologiche o patologiche e possono essere captate dal corpo tramite degli elettrodi.

Quindi è chiaro che ogni molecola, cellula, organo, emette onde elettromagnetiche sottili prodotte da biofotoni quindi tutti i processi biochimici sono regolati da oscillazioni elettromagnetiche. Popp afferma che la malattia prima di manifestarsi con i classici sintomi si manifesta con una oscillazione elettromagnetica caratteristica che porta nell’ organismo a regolazioni errate del sistema cibernetico. Grazie alle Tecniche presenti nel METODO SUMMA AUREA®  è possibile quindi emettere fotoni ad elevata frequenza che per risonanza modificano lo stato energetico delle cellule provocando quella che possiamo chiamare riarmonizzazione energetica.

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RICONNESSIONE ALLA MATRICE ORIGINARIA E RIPROGRAMMAZIONE CELLULARE

La nostra Matrice Energetica Originaria è in Sé perfetta. Questa tecnica di Riconnessione ci consente di prendere coscienza che la nostra Essenza Energetica è più grande di ciò che al momento percepiamo e che le Informazioni contenute in essa possono essere da noi acquisite.

Riconnetterci ad essa è come metterci un vestito nuovo che è perfetto per noi anche se noi non siamo più perfetti per lui. Nei punti dove noi abbiamo un imperfetto equilibrio energetico la riconnessione alla Matrice consente un lavoro giornaliero di stimolazione che tende a riportare l’equilibrio tra noi e la matrice, affinché anche noi si torni (per ciò che è possibile) perfetti.

Tale lavoro di armonizzazione può essere incentivato e ulteriormente migliorato lavorando sulla riprogrammazione cellulare.

La Riconnessione alla Matrice Originaria fornisce quantisticamente, Informazioni alle cellule per riarmonizzarle e quindi riprogrammarle per essere in equilibrio con la Matrice stessa.

Il Campo Informazionale che viene Riconnesso, necessita di un breve periodo di tempo per far fluire le informazioni a livello cellulare e attraverso la Tecnica della Rigenerazione Cellulare noi lavoriamo per aprire tutti i canali e favorire tale afflusso di Informazioni.

Se a questo lavoro aggiungiamo la tecnica per Espandere la nostra Coscienza otterremo l’ampliamento dei canali energetici e l’aumento di energia nel nostro corpo velocizzerà ulteriormente l’afflusso di informazioni.

Come sappiamo è stato verificato che con il METODO SUMMA AUREA® si può modificare lo stato di funzionamento cerebrale e portare il cervello a lavorare in Onde Delta portandoci così a connetterci con il nostro inconscio. Come la scienza ha dimostrato, e l’Epigenetica ne è un esempio, un informazione nell’inconscio modifica l’Epigenoma e tale modificazione può essere trasmessa anche ai nostri discendenti.

In questo caso noi lavoreremo per modificare le informazioni nel nostro corredo Epigenetico e per quello che è possibile, fino ad arrivare al DNA.

Questo procedimento consentirà un miglior benessere psico-fisico e una migliore sensibilità spirituale.

Anche la nostra consapevolezza crescerà e la nostra percezione della realtà e della nostra vita muterà portando ulteriori miglioramenti nelle relazioni e nella manifestazione di noi stessi, con maggiore fiducia e serenità.

Ovviamente tutte le persone che lo desiderano posso vivere direttamente tale esperienza di Riconnessione frequentando il Corso Base di 1° Livello di Riconnessione alla Matrice Originaria. In questo caso sarà riconnessa a tutti i partecipanti la propria Matrice Originaria e ogni uno  potrà acquisire le tecniche per la propria Riprogrammazione Cellulare e continuare direttamente il lavoro su se stessi.

Questa tecnica può essere acquisita solo partecipando al Percorso per diventare: Operatore di Riconnessione della Matrice Originale secondo il METODO SUMMA AUREA®.