La dinamica del compiacente

La dinamica del compiacente è una dinamica molto ideata in ambito terreno ed è una dinamica da convenire ora in accoglienza di ognuno di voi, in quanto ognuno di voi deve proprio accogliere che in ambito terreno tutti siamo stati compiacenti in verità di altre persone, ossia abbiamo portato il nostro conseguito di azioni, di fatti, di considerazioni e anche di supporto in varie attività o anche varie comunicazioni in virtù di altri.

Tutto questo è stato fatto da sempre in quanto le anime in un ambito generale cercano di convenire altri per essere compiacenti, per essere così accettati, per essere così accolti e anche considerati. La dinamica del compiacente pertanto è stata attivata in tutte le persone in ambito terreno che hanno convenuto così in relazioni con altre persone.

Il compiacente è colui che è stato così idealizzato pertanto in alcune anime che si sono ritenute così compiacenti da essere coloro che sono compiacenti in identità, cioè sono le anime compiacenti che compiacciono a tutti e che si approssimano sempre a compiacere in ogni convenuto generale in cui le anime possono portare a loro un’idea, un idealismo o anche una convenienza in generalità, cioè anche in grandezza di loro stessi.

Tutto questo avviene in automatico in quanto il compiacente non si rende conto di essere solo compiacenti di altri, ossia di idee che gli altri portano al compiacente, in quanto il compiacente è talmente abituato a compiacere alle altre anime che esegue in automatico le aderenze di richiesta o anche comunque gli ideali che vengono portati in adesione al compiacente.

Il compiacente lo identifica subito come un suo ideale, come una sua idea anche di valore in quanto il compiacente si identifica talmente bene nell’idea del richiedente che inizia a immedesimarsi in quella stessa valenza, in quella stessa identità, in quella stessa conoscenza.

Inoltre il compiacente accresce talmente tanto il valore di essere riconosciuto che inizia proprio anche delle battaglie in avversione magari di altri che non sono nella stessa idea del compiacente, o comunque del richiedente, in quanto compiacente e richiedente ora sono in simbiosi e il compiacente fa di tutto per essere così accettato dal richiedente che lo idealizza, lo esulta e gli conviene in grandezza di altro, in quanto la grandezza che gli conviene è soprattutto in un convenuto di realizzo di se stesso, perché così sa che c’è qualcuno che è compiacente in verità sua e che porta così le sue idee anche in avversione di altri, cioè inizia anche a convertire altri in funzione della propria idea di verità, presunta ossia verità in quanto lui la ritiene in quel modo.

Che cosa succede allora?

Che il richiedente o comunque il portatore di un’idea viene così idealizzato dal compiacente che gli conviene in grandezza approssimata, cioè lo conviene in grande idea di conoscenza di sé.

Il compiacente così si sente in valore, in considerazione e anche in grande prodezza perché realizza se stesso nel portare avanti un’idea o un idealismo che è stato così accolto anche in grandezza sua.

Quello che inoltre voglio dirvi è che il compiacente diventa un servo di chi ha convenuto in grandezza un ideale che poi è stato così portato in generale anche ad altri e chi ha inventato l’ideale è stato così compiacente di se stesso di aver creato qualcosa che poi ha potuto così inserire in altri in convincimento reale.

Ecco che allora sia compiacente che il richiedente all’apice del loro compiacimento, saranno lontani in Anima loro, lontani in conoscenza veritiera di sé e in approssimazione o anche in squalifica del loro agito sempre meno coerente e in disarmonia di anima propria e di anime tutte.

Ecco che è importante conoscere bene questa dinamica per evitarla e nel caso distaccarsene se dovesse aver attecchito in parte.

Dott. Roberto Fabbroni

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