Che cosa è il METODO SUMMA AUREA®?

>Per Prima cosa il METODO SUMMA AUREA® è un DONO!

E' un DONO che Roberto ha ricevuto già da 10 anni e per ciò che gli è possibile condivide con altre persone affinché ciò che lui vive quotidianamente possa essere vissuto anche da altri.

E' un mezzo per entrare in contattato con il proprio Sé Superiore, la propria parte Divina e sperimentare che cosa significa essere Consapevole di far parte del TUTTO!

Il METODO SUMMA AUREA® è inoltre un potente strumento per lavorare a livello PSICO-FISICO e SPIRITUALE.

Conoscere e utilizzate tale Metodo consente di:

• comprendere quali siano i nostri conflitti umani e/o spirituali;

• prendere coscienza di come funzioniamo a livello psico-fisico e quali dinamiche e condizionamenti sono in atto in noi;

• imparare ad affrontare e risolvere ciò di cui abbiamo preso coscienza e che intrappola la nostra vita creando malessere;

• diventare esperti nella conoscenza e nell'uso della Bioenergia;

• recuperare un equilibrio interiore foriero di ritrovato benessere Psico-Fisico e Spirituale.

PRESENTAZIONE DEL METODO SUMMA AUREA®

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DiMETODO SUMMA AUREA®

Nuovi Operatori Novembre 2017

 

Tra venerdì 3 e sabato 4 novembre 2017 si è completato, per alcune bellissime anime, il Percorso del METODO SUMMA AUREA® con la partecipazione al 4° Livello.

E’ stata una esperienza bellissima che è cominciata a Dicembre del 2016 e ha visto  nascere un gruppo di persone, che nel corso dei mesi, ha avuto la forza e il coraggio di mettersi in discussione e affrontare le personali difficoltà e convinzioni per crescere e migliorarsi.

Tutti hanno avuto modo di dare e ricevere in ogni incontro o corso.

Tutti hanno avuto modo di esprimersi, come potevano, comunicando il proprio disagio su una particolare problematica o anche stando in silenzio.

Questo gruppo senza giudizio, e in piena accoglienza e condivisione, accettando le diversità che si sono incontrate  di volta in volta, incontro dopo incontro, ha creato anche una bella amicizia nella vita di tutti i giorni.

Una esperienza che ha scaldato ogni cuore fin nel profondo di ogni Anima e che  ha reso ogni partecipante consapevole che è possibile cambiare, crescere e imparare a stare meglio, se si vuole veramente.

Grazie a tutti per questa magnifica esperienza di crescita e condivisione.

 

Roberto e Teresa

 

 

DiMETODO SUMMA AUREA®

METODO SUMMA AUREA® e Fisica Quantistica

La radiazione, è un’onda elettromagnetica, e come tale è soggetta a fenomeni come la riflessione, la rifrazione, l’interferenza, ecc.. Tuttavia la luce non si comporta sempre come un’onda: l’energia da essa trasportata non è “diffusa” in modo continuo lungo l’onda, ma viaggia nello spazio come se fosse concentrata in corpuscoli, e sotto forma di corpuscoli viene emessa ed assorbita dagli atomi. Come le particelle, la radiazione esercita una pressione sui corpi che investe, e quando un’onda elettromagnetica urta contro una particella, le cede una parte della sua energia proprio come farebbe un’altra particella. La luce ha quindi una duplice natura: è contemporaneamente sia un’onda che una particella, e si manifesta ora in un modo, ora nell’altro, a seconda delle situazioni. Questi corpuscoli prendono il nome di fotoni, sono privi di massa e di carica elettrica e si muovono con velocità pari a c.

La luce viaggia nello spazio come un’onda, ma nell’interagire con la materia si comporta come una particella. Questo significa che l’energia trasportata dalla radiazione viene scambiata tra un atomo e l’altro in “pacchetti”, i fotoni.

In un atomo, gli elettroni si muovono attorno al nucleo in una regione dello spazio che prende il nome di orbitale. L’elettrone possiede un’energia ben definita, che dipende dal tipo di orbitale lungo il quale si muove. Se un elettrone si sposta da un orbitale ad un altro, anche la sua energia varia. Questo meccanismo avviene attraverso l’assorbimento o l’emissione di un fotone. Per passare ad un orbitale di energia maggiore, l’elettrone deve ricevere energia e quindi assorbire un fotone; passando ad un orbitale di energia minore, esso ne deve liberare una certa quantità, cioè deve emettere un fotone, che a sua volta verrà “raccolto” da un altro atomo.

Le nostre cellule e il DNA usano quindi i biofotoni per immagazzinare e comunicare informazioni.

Apparentemente i biofotoni sono usati dalle cellule di numerosi esseri viventi per comunicare il che facilita il trasferimento di energia e di informazioni in maniera significativamente più veloce rispetto alla diffusione chimica.

Secondo uno studio del 2010, “la comunicazione tra cellule attraverso biofotoni è stata dimostrata nelle piante, nei batteri, nei granulociti neutrofili e nelle cellule epatiche animali.”

I ricercatori sono stati in grado di dimostrare che “… simulazioni di differenti emanazioni di luce spettrale (infrarosso, rosso, giallo, blu, verde e giallo) ad una terminazione spinale o alla radice di un nervo motore ha comportato un importante incremento nell’attività biofotonica“. I ricercatori hanno interpretato le loro scoperte suggerendo che “le stimolazioni luminose possono generare biofotoni che determinano l’attraversano nelle fibre neuronali di segnali di comunicazione neuronale.

Tecnicamente parlando un biofotone è una particella elementare o quanto di luce di origine non termica nello spettro visibile ed ultravioletto emesso da un sistema biologico. Essi sono generalmente ritenuti essere prodotti come risultato del metabolismo energetico all’interno delle nostre cellule o, più formalmente, come un “prodotto di reazioni biochimiche in cui molecole eccitate sono prodotte da processi bioenergetici che coinvolgono specie reattive all’ossigeno”.

Secondo le ricerche di Fritz Albert Popp, l’emissione di biofotoni da parte di esseri umani mostrava una caratteristica altamente inattesa, ovvero quella della coerenza (fotoni che vibrano in sintonia, in concordanza di fase e con la stessa frequenza). Tale coerenza è un fenomeno che si manifesta artificialmente nei laser ed era incredibile poterla osservare come risultato di un processo biologico. E andando avanti scoprì:

  • che le molecole all’interno delle cellule rispondono a determinate frequenze;
  • che le radiazioni biofotoniche sono collegate allo stato di malattia o di salute di un organismo;
  • che esse vengano utilizzate dalle cellule di un organismo vivente per una sorta di efficientissima comunicazione elettromagnetica inter-cellulare;
  • che vengono anche scambiate tra organismi della stessa specie (dai batteri alle pulci d’acqua);
  • che la molecola vivente che più di ogni altra è deputata alla ricezione ed alla trasmissione dei biofotoni è il DNA.

Infatti quando portiamo la nostra analisi al livello molecolare del nostro genoma,  si può identificare nel DNA una fonte di emissione di biofotoni. Studi in proposito hanno suggerito che il DNA sia così dipendente dai biofotoni da avere proprietà simili ai laser ad eccimeri, rendendolo in grado di esistere stabilmente ad un livello lontano dall’equilibrio termico.

Dagli studi di Popp e non solo, si evince che gli organismi in buona salute emettono bio-fotoni molto coerenti e gli organismi in cattiva salute emettono fotoni meno coerenti.

Quanto appena detto spiega chiaramente il funzionamento di un trattamento energetico.

L’Operatore, emette biofotoni con una determinata frequenza i quali vanno ad interagire con l’impianto intracellulare della persona bersaglio.

La zona dolente, bersaglio del trattamento, ha uno stato vibrazionale e quindi uno stato di passaggio di informazioni più lento, rispetto a quando è sano, quindi con frequenza più basse.

Le frequenze dei biofotoni emesse dall’Operatore essendo più elevate (l’Operatore è sia sano che con frequenze più elevate della normalità delle persone perché grazie ha particolari tecniche è in grado di elevare la sua frequenza vibrazionale), per il fenomeno della Risonanza porteranno le cellule della persona bersaglio ad elevare la loro vibrazione ed a modificare quindi il loro stato.

Il rilascio di fotoni da parte dell’Operatore consentirà agli elettroni il cambio degli orbitali , nelle cellule bersaglio, a livelli superiori. Questo porterà una migliore circolazione dell’energia e un conseguente ritrovato benessere.

Tale procedimento dovrebbe essere proseguito fino al ristabilimento della coerenza vibrazionale fra tutte le cellule dell’organismo bersaglio.

La durata del trattamento dipende dallo stato di incoerenza (ampiezza del blocco energetico o malessere) e frequenza dei biofotoni emessi dall’Operatore.
Tale trattamento porta alla modificazione degli stati ormonali in virtù di modificazioni degli stati cerebrali con, ad esempio, questi risultati frutto di un semplice trattamento energetico su di un soggetto.

Analisi a riposo e dopo un trattamento energetico con il Metodo Summa Aurea® dello stato del Sistema Endocrino della persona.

Ad oggi le ricerche scientifiche hanno portato alla verifica sperimentale che i Biofotoni ad alta frequenza sono emessi quando lo stato cerebrale dell’Operatore tende allo stato Delta.

Quanto più è ridotta l’interferenza mentale tanto più è elevata la frequenza dei biofotoni emessi.

Il Metodo Summa Aurea® è verificato come metodo bioenergetico con le necessarie caratteristiche per portare lo stato cerebrale della persona o dell’Operatore a lavorare in Onde Delta e quindi a emettere biofotoni ad alta vibrazione.

 

Dir. Scientifico e Didattico dell’Istituto di Bioenergia
Scuola di Formazione professionale per Operatori e Counselor Olistici
Dir. Operativo IQBIOPS – Società Internazionale di Biofisica Quantistica 
Roberto Fabbroni   



Alcuni Riferimenti:

[1] Herbert Schwabl, Herbert Klima. Spontaneous ultraweak photon emission from biological systems and the endogenous light field. Forsch Komplementarmed Klass Naturheilkd. 2005 Apr;12(2):84-9. PMID: 15947466

[2] Hugo J Niggli, Salvatore Tudisco, Giuseppe Privitera, Lee Ann Applegate, Agata Scordino, Franco Musumeci. Laser-ultraviolet-A-induced ultraweak photon emission in mammalian cells. J Biomed Opt. 2005 Mar-Apr;10(2):024006. PMID: 15910080

[3] Chao Wang, István Bókkon, Jiapei Dai, István Antal. Spontaneous and visible light-induced ultraweak photon emission from rat eyes. Brain Res. 2011 Jan 19 ;1369:1-9. Epub 2010 Oct 26. PMID: 21034725

[4] I Bókkon, R L P Vimal, C Wang, J Dai, V Salari, F Grass, I Antal. Visible light induced ocular delayed bioluminescence as a possible origin of negative afterimage. J Photochem Photobiol B. 2011 May 3 ;103(2):192-9. Epub 2011 Mar 23. PMID: 21463953

[5] M Kobayashi, M Takeda, T Sato, Y Yamazaki, K Kaneko, K Ito, H Kato, H Inaba. In vivo imaging of spontaneous ultraweak photon emission from a rat’s brain correlated with cerebral energy metabolism and oxidative stress. Neurosci Res. 1999 Jul;34(2):103-13. PMID: 10498336

[6] Y Kataoka, Y Cui, A Yamagata, M Niigaki, T Hirohata, N Oishi, Y Watanabe. Activity-dependent neural tissue oxidation emits intrinsic ultraweak photons. Biochem Biophys Res Commun. 2001 Jul 27;285(4):1007-11. PMID: 11467852

[7] B T Dotta, K S Saroka, M A Persinger. Increased photon emission from the head while imagining light in the dark is correlated with changes in electroencephalographic power: support for Bókkon’s biophoton hypothesis. Neurosci Lett. 2012 Apr 4 ;513(2):151-4. Epub 2012 Feb 17. PMID: 22343311

[8] I Bókkon, V Salari, J A Tuszynski, I Antal. Estimation of the number of biophotons involved in the visual perception of a single-object image: biophoton intensity can be considerably higher inside cells than outside. J Photochem Photobiol B. 2010 Sep 2 ;100(3):160-6. Epub 2010 Jun 10. PMID: 20584615

[9] Yan Sun, Chao Wang, Jiapei Dai. Biophotons as neural communication signals demonstrated by in situ biophoton autography. Photochem Photobiol Sci. 2010 Mar ;9(3):315-22. Epub 2010 Jan 21. PMID: 20221457

[10] F A Popp, W Nagl, K H Li, W Scholz, O Weingärtner, R Wolf. Biophoton emission. New evidence for coherence and DNA as source. Cell Biophys. 1984 Mar;6(1):33-52. PMID:6204761

[11] Masaki Kobayashi, Daisuke Kikuchi, Hitoshi Okamura. Imaging of ultraweak spontaneous photon emission from human body displaying diurnal rhythm. PLoS One. 2009;4(7):e6256. Epub 2009 Jul 16. PMID: 19606225

[12] Masaki Kobayashi, Daisuke Kikuchi, Hitoshi Okamura. Imaging of ultraweak spontaneous photon emission from human body displaying diurnal rhythm. PLoS One. 2009;4(7):e6256. Epub 2009 Jul 16. PMID: 19606225

[13] Eduard P A Van Wijk, Heike Koch, Saskia Bosman, Roeland Van Wijk. Anatomic characterization of human ultra-weak photon emission in practitioners of transcendental meditation(TM) and control subjects. J Altern Complement Med. 2006 Jan-Feb;12(1):31-8. PMID: 16494566

[14] F W G Schutgens, P Neogi, E P A van Wijk, R van Wijk, G Wikman, F A C Wiegant. The influence of adaptogens on ultraweak biophoton emission: a pilot-experiment. Phytother Res. 2009 Aug;23(8):1103-8. PMID: 19170145

DiMETODO SUMMA AUREA®

Lavorare su Dinamiche e Conflitti

In ogni seminario viene spiegato, a diversi livelli, come si lavora sui propri conflitti, dinamiche, karma familiare, karma generale, ecc… Infatti, grazie al METODO SUMMA AUREA® si può comprendere quali sono i nostri conflitti, le nostre ferite, i nostri traumi, di cui alcuni magari ne siamo a conoscenza mentre di altri ne siamo ignari, di come quindi affrontarli e di come risolverli.

I corsi si basano sulla conoscenza profonda del problema di come si creano i blocchi fisici/energetici e di come risalire all’ origine che li ha generati per poi scioglierli.

Il percorso del conoscersi non riguarda solo gli aspetti psicologici; l’essere umano è un’entità multidimensionale, vale a dire costituita da quattro livelli interconnessi corpo, emozioni, mente e spirito. Conoscere se stessi vuol dire quindi non solo contattare la psiche (l’inconscio, la mente e le emozioni) ma anche il corpo e lo spirito. Oltre a questo bisogna riconoscere il fatto che sono tra loro inestricabilmente collegati, che ognuno influenza tutti gli altri e che solo attraverso una armonia tra essi è possibile pervenire alla salute globale.

Conoscere se stessi è in primo luogo un atto introspettivo che richiede di sapersi osservare e saper interpretare il reale significato delle proprie sensazioni, emozioni, intuizioni.

Oltre al saper osservare se stessi è utile anche sapersi guardare intorno, saper cogliere quei segnali che le altre persone e le circostanze della vita hanno in serbo per noi. Ogni accadimento, ogni situazione, ogni incontro o relazione con una persona è un’esperienza che — bella o brutta che sia — può insegnarci qualcosa. Qualcosa che riguarda in primo luogo noi stessi: ogni persona o esperienza è insomma come uno specchio in cui — se sappiamo guardare con attenzione — possiamo vedere riflesse parti di noi che al momento non conosciamo ancora o che non valutiamo correttamente. Ecco allora che di fronte ad ogni evento della nostra vita dovremmo chiederci: “Che cosa posso imparare da questa esperienza o da questa persona? Con quale parte di me che ancora non conosco essa può mettermi in contatto?”

Conoscere se stessi è essenzialmente un ampliare e affinare la propria consapevolezza, cioè la capacità di prestare attenzione a ciò che accade dentro e fuori di noi, interpretandolo correttamente. Ma per far ciò dobbiamo essere il più possibile liberi da pregiudizi, da condizionamenti, da credenze e schemi culturali, politici e religiosi, che possono distorcere la nostra percezione e il nostro giudizio. Nessuno è esente da pregiudizi e condizionamenti; se però accettiamo questa realtà con umiltà e disponibilità a metterci in discussione, possiamo ricercare in noi i pregiudizi e i condizionamenti, e piano piano ripulirci e liberarci. Il percorso di autoconoscenza comincia proprio da qui. Tuttavia quasi nessuno intraprende un cammino come quello della ricerca interiore per puro desiderio di conoscenza: si può anche essere convinti della sua importanza senza peraltro mai iniziare concretamente a percorrerlo. Perché ciò avvenga, perché la nostra pigrizia e la nostra paura del emozioni-organicambiamento vengano superate occorre una motivazione più forte, più drammatica se vogliamo, e questa motivazione nasce molto spesso da una crisi.

In questi ultimi anni si parla continuamente di crisi, e poche parole suscitano ansietà come questa. Vorremmo poterne fare a meno e quando compare nella nostra vita tentiamo con ogni mezzo di combatterla. Ma è davvero così negativa, la crisi, o non è invece una tappa insostituibile di ogni percorso evolutivo?

In effetti, la crisi svolge importanti funzioni sul piano della crescita: è un segnale forte che qualcosa non va nella nostra vita, e che non va da lungo tempo. Combatterla dunque non serve a niente, anzi, peggiora le cose, intorbida le acque, è altrettanto ignorare o eliminare la spia rossa che si accende sul cruscotto della nostra auto e che ci segnala un guasto: non solo eliminarla non risolve il guasto ma è anzi il modo sicuro per peggiorare la situazione.

La crisi è un sintomo, non l’ origine della nostra sofferenza, e non è il primo, ma l’ultimo di una lunga serie di segnali che noi abbiamo ignorato. Se si arriva alla crisi significa che abbiamo accumulato grande insoddisfazione e sofferenza senza affrontare i problemi che la generano; la crisi è il traboccare di un vaso che da tempo andava riempiendosi di lamenti e bisogni inascoltati della nostra anima e che ci obbliga a dialogare finalmente con noi stessi (o col nostro partner, figlio o genitore se si tratta di una crisi di relazione) per capire cosa c’è che non va.

Più siamo sordi ai messaggi di sofferenza, più rinviamo il prendere consapevolezza di ciò che non va nella nostra vita e nelle nostre relazioni, più improvvisa e tempestosa sarà la crisi — possiamo rinviarla ma non annullarla, e più in là si va più sarà grande la pena. Sono molti i modi in cui facciamo orecchi da mercante ai messaggi di malessere e sofferenza: taluni individui, molto egocentrici, si chiudono nel loro mondo illusorio in cui tutto sembra andare bene; altri si disperdono e distraggono in inutili ed estenuanti battaglie contro tutto e tutti; altri si immergono nel lavoro fino al completo isolamento e altri ancora, pur avvertendo il malessere, temporeggiano per anni e anni e “sopportano” con rassegnazione. Ma fortunatamente, per quanto sordo ai messaggi dell’anima e refrattario a qualunque crisi, ognuno, prima o poi, si trova a fare i conti con questo evento, seppur in forma tanto più esplosiva e drammatica quanto più a lungo è stata rinviata.

E’ necessario che ogni studente viva il percorso prima su se stesso per conoscere, affrontare e fare pace con i propri demoni e solo allora sarà pronto per aiutare e sostenere altre persone nei loro percorsi di consapevolezza, non solo teoria quindi ma la pratica concreta di come affrontare e risolvere ciò che si è visto di se stessi e che necessita di essere modificato.

Argomenti dei corsi sono:

  • Le basi teoriche avanzate sui temi della coscienza di sé applicata alla psicosomatica;
  • Funzionalità del cervello;
  • Sviluppo del potenziale umano;
  • Basi di psicosomatica;
  • Conscio/subconscio;
  • Amore e possesso;
  • Impegno e Responsabilità;
  • Autostima;
  • L’Ego e l’Orgoglio;
  • Paure e sensi di colpa.
  • Il Rifiuto;
  • L’Abbandono;
  • L’Umiliazione;
  • Il Tradimento;
  • L’Ingiustizia;
  • Imparare l’Autosservazione;
  • Il dolore e la sofferenza;
  • Assunzione di responsabilità della propria vita;
  • Sciogliere i legami;
  • Aprire il proprio Cuore;
  • Come vivere la Morte.

Fulcro del lavoro sui conflitti è l’Espansione di Coscienza che si crea attraverso le Tecniche del METODO SUMMA AUREA®, perché è grazie allo stato neurologico e fisiologico che si crea nella persona è possibile accedere agli stati più profondi del proprio inconscio e lavorare sui blocchi e traumi qui presenti.

Grazie alle modalità pratiche del METODO SUMMA AUREA® si intende dare quindi un forte contributo nel guidare le persone verso il risveglio della coscienza. Prendendo infatti coscienza della causa principale del malessere che affligge la persona si prende coscienza delle cause che hanno scatenato l’evento. Ciò accade sovente nell’insorgenza delle malattie psicosomatiche, dove un particolare periodo della vita, delle situazioni che si vivono o la vicinanza con determinate persone sono all’origine di malattie e disturbi.

NOTA:

Con la conoscenza autoindotta si cerca gradualmente di far capire alla mente della persona quali sono questi eventi, di prendere quindi piena conoscenza dei conflitti e dei condizionamenti, di affrontarli, per mettere in moto un processo di guarigione.

Le malattie psicosomatiche vengono indotte dalla mente e quindi i risultati di questa induzione si presentano sotto forma di malesseri di varia natura.

In questo percorso si percorre la strada contraria. Trasformare, una situazione di malessere indotta dalla mente stessa, portando quindi ad un nuovo cambiamento dello stato di salute ma in positivo, attraverso l’Apertura del Cuore e la Connessione a Piani di Coscienza profondi.

NOTA :

Quanto sopra descritto va considerato all’interno del rapporto Counselor/Operatore del benessere e cliente senza invadere le attività di cura e terapia esclusive dell’ambito medico e sanitario. Anche se alcune frasi sopra espresse potrebbero eventualmente rientrare all’interno della letteratura psicologica hanno solo una valenza informativa generale e non hanno valore ne diagnostico ne terapeutico.
Ogni praticante del METODO SUMMA AUREA® svolge attività, all’interno del lavoro su di Sé che utilizzano pratiche, tecniche e metodologie che rientrano nella Medicina Non Convenzionale o Olistica e non rientrano in alcun modo in trattamenti o cure mediche.
DiMETODO SUMMA AUREA®

Riconnessione al proprio Sé e Apertura del Cuore

Il pensiero sappiamo che influenza l’osservazione e l’interpretazione della realtà, di fatto creandola… ma nel senso di “rappresentazione” e dunque di approccio alla realtà. Questo emerge dagli studi di fisica quantistica. Seppur in modo inconscio l’uomo è un co-creatore continuo, infatti quando pensa, parla, desidera, soffre, gioisce, ecc…, crea delle strutture energetiche attorno a sé, che saranno tanto più potenti e resistenti, quanto più forti sono stati i pensieri, i sentimenti, i desideri, e le emozioni che le hanno generate. In questo modo viene a crearsi una struttura energetica vitalizzata che prende il nome di “forma – pensiero”. Ecco perché è importante l’approccio ad un problema, ad una terapia, ad un evento, ad una giornata importante, ad un impegno di qualunque tipo.

Non solo, sappiamo che nell’embrione il primo organo a formarsi è il cuore.  Di fatto, è il cuore che regola finanche l’attività mentale. Le ultime scoperte scientifiche dimostrano che è l’attività pensante che è programmata per corrispondere al cuore e non il contrario.

Si sa… il cervello (e la sua area pensante: la mente-intelletto-logica) crede di essere il capo (da qui anche il nome di testa=capo) e vorrebbe sempre tener testa. Tuttavia è il cuore la più ampia area ritmica che accoglie la nostra intelligenza intuitiva, è il cuore il “governatore”. Il cuore fisiologico è l’organo più sonoro del nostro corpo, il suo ritmo scandisce il contrarsi e l’espandersi del movimento della vita in ogni punto nodale dell’organismo. In questo senso tutto il corpo pulsa nel Cuore, anche se a una prima occhiata distratta potrebbe sembrare il contrario.

Il cuore possiede anche un sistema nervoso autonomo, per più della metà è costituito da neuroni e può diminuire e accelerare i propri battiti senza ricevere impulsi dal cervello. Lo sviluppo evolutivo del cervello che si è dimostrato progressivo e plastico sembra richiedere ora più che mai il coinvolgimento del cuore. Tutto ciò si muove dal magnetismo del cuore e dall’elettricità del cervello… ma è soprattutto il Campo energetico del sistema cardiaco che riconosce e risuona (pulsa) all’interno del Campo Morfico/sincronico che permea l’universo in tutta la sua essenza… fino allo stadio fondamentale dell’energia vitale cosmica.

Ebbene, la scienza insegna che dal Vuoto “nasce” il potenziale di ogni forma energetico-materializzata esistente nell’Infinito, si tratta del cosiddetto “Vuoto quantomeccanico”, ma è anche il Brahama dell’ideologia orientale e se vogliamo anche il “Dio” (YHWH, Allah, ecc…) del mondo occidentale nella sua accezione originale ed esoterica, dal quale Tutto derivava ed al quale tutto è collegato e vive: nell’Essere (Infinito) è quindi presente (l’Infinito) ogni particella esistente, atomo, molecola, cellula, essere vivente od inanimato.

Di fatto, oggi anche alcuni filosofi della scienza cominciano a credere che esiste una Coscienza dell’Universo, prodotta dall’Essere stesso e presente in ogni suo punto od Ente dell’Universo; e questa coscienza si osserva e si interroga su ciò che l’ha generata… come direbbero gli esoteristi. Di fatto, l’auto-coscienza dell’Universo è la proprietà intrinseca che Egli possiede di generare al suo interno ed in ogni punto di sé, una qualche forma di vita intelligente, in grado di effettuare osservazioni su di sé e sulle cause della propria esistenza, secondo il “Principio Antropico” (generando così il , l’“Io“).

Allora, quanto descritto, ci spiega il perché dell’insistenza nelle culture spirituali di tutto il mondo sul concetto di Amore, intesa come “emozione primordiale”, una vibrazione talmente forte da ergersi ad assoluta, poiché è la base energetica da cui tutto si emana e dunque evolve. Essa è infatti la forza che unisce tutto, come l’empatia dell’amore che genera compassione e partecipazione per tutte le “forme” viventi.

I mistici lo “concepivano” come l’energia più pura, la forza elettromagnetica in grado di fare quei “miracoli” che oggi la scienza studia in laboratorio (Dante scriveva: «L’amor che move il sole e l’altre stelle». Paradiso XXXIII,145) .

 

L’amore, come forza energetica primaria (quella tanto decantata dai mistici), è la madre delle emozioni –l’energia che, allo stadio spazio-tempo, si identifica con il concetto di “Volontà”. Nondimeno, è qualcosa di ancor più puro delle emozioni che hanno a che fare con il nostro stadio energetico (quello relativo e fenomenico): le nostre emozioni infatti vanno e vengono, sono soggette alle situazioni, hanno degli alti e bassi. L’amore invece è costante: è un sintonizzarsi con se stessi (ovvero sulla nostra essenza: sull’Essere). Infatti: le emozioni legate all’innamoramento passano, mentre l’amore resta.

«Un’unica Forza, l’Amore, unisce e dà vita ad infiniti mondi», affermava Giordano Bruno.

Allora, per rimanere nell’esatta natura delle frequenze armoniche bisogna accordare i nostri pensieri secondo la giusta frequenza della matrice d’onda (il campo quantico morfogenetico), e questo è possibile solo grazie a ciò che le incanala per natura: ossia attraverso le frequenze generate dal campo magnetico del sistema cardiaco. È il suo sistema nervoso ed endocrino, infatti, il meccanismo quantistico e sincronico (ciò che gli Orientali hanno ricostruito attraverso l’intervento dei Chakra) che mantiene intatta l’energia cosmica della Matrice quantica; e questo è possibile grazie ad un flusso elettromagnetico che noi chiamiamo appunto sensazioni.

Di conseguenza, si tratta dello stesso processo in grado anche di rendere disarmonica la sinergia quantica non appena iniziamo a vibrare su altre frequenze da quelle “morfiche” dell’Essere, quando infatti il nostro pensiero le ammetterà come emozioni distruttive trasferendole alla nostra mente attraverso informazioni negative, che poi causeranno non a caso stress e infelicità, se non malattie… (una sorta di avvertimento per dirci che nella nostra vita c’è qualcosa che non va -la natura non lascia niente al caso).

Abbiamo ben spiegato in precedenza come i campi elettromagnetici generati dal nostro cuore permeano ogni cellula e possono agire come un segnale sincronizzatore per il corpo in maniera analoga all’informazione portata dalle onde radio… questa “neurobiologia” influenza la nostra intersoggettività, il nostro approccio al mondo e dunque la realtà della nostra vita.

Il nostro magnetismo è un sistema in equilibrio tra la componete elettrica, ossia il pensiero, e quella magnetica, cioè l’emozione; quando queste seguono il flusso emanato dalla “frequenza madre” (della Matrice morfogenetica dell’universo) allora esse sono “a bordo” della frequenza evolutiva dell’intero campo quantistico, che in quel caso è pur sempre “scortata” dalla nostra volontà/emozione che abbiamo scelto (giacché ci rende felici). A quel punto la carica elettromagnetica collassa (manifesta) proprio quell’esperienza intenzionale. Così si crea la realtà, se siamo in grado però di arrivare e mantenere frequenze necessarie perché ciò accada, cioè ci sia la manifestazione.

Oltre il 90% delle volte noi pensiamo a ciò che vorremmo ma non avendo ne la connessione al Campo Morfico Universale e quindi neanche la giusta vibrazione energetica, ciò che pensiamo o non si manifesta o si presenta in modo molto diverso.

Si ritorna quindi alla necessità di svolgere e approfondire un percorso energetico in grado di sviluppare in noi la capacità di aumentare la nostra frequenza come consente il METODO SUMMA AUREA®.

Perciò il cuore è la più potente risorsa dell’uomo per pensare in modo efficace, assumere decisioni valide e agire con coerenza ed efficienza.

Pertanto, se vogliamo cambiare la realtà, ma soprattutto la nostra vita, dobbiamo metterci il cuore ancor prima del pensiero, in ogni caso non si potrà prescindere da esso, perché dipenderà dalle sensazioni se il nostro pensiero trasferirà le giuste informazioni alla mente, ossia a quei flussi cognitivi in grado di influenzare il nostro stato esistenziale e materiale, e soprattutto le nostre azioni… è la mente che infatti successivamente determinerà il buono o il cattivo tempo (a seconda della nostra sensazione predominate).

Il METODO SUMMA AUREA® riesce ad aiutare ogni persona nell’armonizzazione del Campo Toroidale del Cuore, apre i vari canali di connessione energetica e
l’ aiuta a sviluppare l’amore, senza il quale ogni azione sarebbe in disarmonia.

I Pensieri Armonici, d’Amore, modificano lo stato cellulare di una persona

“Glenn Rein”, dell’Università di Londra, aveva collocato un campione di DNA umano vivo in acqua distillata, esponendolo poi all’influenza mentale di un gruppo di persone. Ne risultò che le persone aventi un’attività cerebrale armonica, riuscivano ad influenzare di più la struttura del DNA, mentre le persone molto eccitate o  di cattivo umore, creavano uno spostamento della luce ultravioletta che il DNA assorbiva, (alla lunghezza d’onda di 310 nm, molto vicina ai 380 nm di Popp). Dunque se ne dedusse che i pensieri riuscivano a procurare dei cambiamenti chimico-fisici nella struttura della molecola del DNA, a scollegarla e ricollegarla, e che poteva inoltre esserci anche un collegamento  tra pensieri rabbiosi e crescita di tessuto cancerogeno.

Le persone quindi riuscivano ad influenzare il DNA solo se lo volevano veramente. Inoltre la distanza non aveva nessuna importanza: una persona stando a Mosca poteva scollegare e ricollegare le spirali del DNA che si trovavano nel laboratorio di Rein in California, a migliaia di km di distanza.

Secondo Rein, la chiave per armonizzare l’attività cerebrale ed influenzare il DNA, è l’amoreSi pensa che il “campo della Fonte” crei il DNA-fantasma e conservi la luce nella molecola del DNA. Si pensa anche che il pensiero cambi prima il DNA-fantasma e solo dopo avvengano dei  cambiamenti nella molecola fisica. Si pensa che l’Amore sia la caratteristica più importante dell’energia della Fonte.

Per la prima volta abbiamo una definizione scientifica dell’Amore: significa una maggiore organizzazione, una maggiore strutturazione, una maggiore cristallizzazione delle molecole, delle cellule, dei campi energetici nei nostri corpi. Più siamo armonici, più siamo cristallizzati, più amore circola. E come evidenziano alcune ricerche, questo influenza direttamente lo stato della Terra.

Trasformazione genetica e guarigione

La luce del laser è molto armonica ed è altamente strutturata. Durante alcuni esperimenti si vide che l’informazione raccolta dal laser, dopo essere stato inviato su alcune cellule sane, riusciva a guarire delle cellule malate. Sfruttando l’effetto “non locale”, Gariaev scoprì inoltre che questo processo funzionava anche a distanza. Già nel 2005 il ricercatore aveva comunicato che con queste tecniche era possibile far crescere i denti e fermare il processo d’invecchiamento. Rese così noti i risultati positivi ottenuti curando una donna anziana, che era stata  caricata dell’energia che conteneva il sangue di suo nipote di 10 anni. Secondo il modello di Gariaev, il DNA del bambino conteneva le firme energetiche dei suoi antenati, ma in una configurazione giovane e sana.

Questo prova che tutto ciò che ci serve è l’informazione codificata, ma per ottenerla non serve il tessuto vivo,  perché il codice informazionale si può ottenere tramite la luce armonica. Anche noi saremmo in grado di aiutare le altre persone, gli animali, le piante ecc. se solo riuscissimo ad armonizzare  i nostri pensieri. Solo così miglioreremmo la nostra capacità di “centrare” il “campo della Fonte”, per accedere ai codici della vita, che ivi si trovano.

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Equilibrio Interiore, Campo Unificato e Manifestazione Spirituale

All’interno del percorso di Crescita Personale e Spirituale del METODO SUMMA AUREA® si ottiene un ‘equilibrio interiore, si migliora il nostro benessere e si acquisisce una maggiore connessione con la nostra parte Spirituale.

Una delle basi olistiche più significative e strutturate, che ci permette di comprendere come vi sia una profondissima interrelazione tra ogni elemento fisico (campo-particella) che costituisce la realtà. La teoria della coerenza elettrodinamica quantistica ci permette anche di comprendere l’evoluzione in termini unitari dalle particelle elementari all’organizzazione della vita biologica. La fisica quantistica dice che il numero elevatissimo (tendente all’infinito) di campi-particelle rappresentano una Unità. L’identità dell’”uno” e del “molteplice”. I concetti quantistici di vuoto e di campo implicano il concetto di “Oneness”, di Unità. Questo fondamentale contributo della fisica quantistica rappresenta una concezione profondamente olistica dell’esistenza. La coerenza elettrodinamica diventa la diretta concretizzazione della oneness sul piano fisico.

“Oneness” –  l’Uno è Infinito

La Oneness: l’universo come campo quantistico unitario

di Giuliano Preparata

La Oneness emerge dalla comprensione profonda del concetto di campo quantistico. L’Universo è un unico campo. Il campo è la Oneness dell’Universo. La Oneness è il trionfo dell’unità,è l’unità del mondo, è che il mondo è UNO e le particelle e ogni fenomeno sono un aspetto di questa Oneness. In altre parole, il mondo è uno, e tu lo parcellizzi con la tua scelta di osservarlo in una certa maniera. L’osservatore non vede più tutto il mondo, ma vede un pezzo, ne taglia una porzione e vede cosa succede in quel pezzo…ma ciò non significa che tu rompi o disgreghi l’unità dell’Uno, l’origine è l’Uno e questa è la base del Tutto. La materia e il campo sono gli stessi in tutto l’Universo…

La coerenza è la realizzazione piena e totale della Oneness. Secondo la teoria quantistica dei campi avanzati, a cui siamo arrivati, c’è questo campo “Uno”, nello spazio-tempo, la Oneness. La coerenza nasce proprio dalla stessa struttura concettuale di questi campi che poi, per miracolo, si realizza come fatto reale della natura e quindi come generatore di fenomeni osservati. Quindi i campi quantistici che descrivono la realtà fisica Una, lo fanno in questa forma unitaria in cui pezzi diversi vengono correlati, in maniera ben definita e coerente, con altri pezzi di spazio e di tempo. La coerenza è appunto questa realizzazione della teoria quantistica dei campi, un “Avatar”, inteso come “incarnazione”, matrice, epifania del divino. La Oneness, attraverso la coerenza, avrebbe la possibilità di tenere insieme il mondo, quindi da questo punto di vista la coerenza è il punto forte…

La teoria della coerenza elettrodinamica quantistica ha a che fare con l’interazione fra campi di materia e campi elettromagnetici all’unisono, su certe frequenze portanti particolari, con certe relazioni di fase. La teoria della coerenza elettrodinamica quantistica è una particolare realizzazione dell’aspetto coerente della teoria quantistica dei campi a cui inizialmente avevamo dato il nome di “superradianza”, termine coniato da Robert H. Dicke, fisico di Princeton che fu il primo a concepire questo comportamento coerente, di oscillazioni in fase, fra sistemi atomici e campi elettromagnetici, che poi ha portato al laser e ad altre scoperte. Di fatto, avrebbe dovuto chiamarla iporadianza, perché a differenza di quello che succede al laser, che lavora in uno stato eccitato, il campo elettromagnetico non viene proiettato al di fuori del sistema, come un raggio laser che esce, ma rimane intrappolato nel sistema atomico e ne garantisce un’evoluzione coerente. Per cui il campo elettromagnetico coerente e interiorizzato è il collante dei sistemi, degli individui atomici fra loro. La vita è quindi un delicato equilibrio tra coerenza e non coerenza.

 

La teoria quantistica dei campi è la risposta più profonda finora storicamente proposta al problema dell’”uno” e del “molteplice”. L’Universo è descritto da un insieme di campi quantistici, ognuno dei quali si estende indefinitamente nello spazio e nel tempo. Mentre nella fisica classica il mondo fisico è concepito come un aggregato di oggetti, ognuno localizzato nello spazio e nel tempo, nella fisica quantistica ogni elemento fondamentale della realtà è coesteso con l’intero universo e possiede una Oneness intrinseca che si manifesta tipicamente nell’aspetto ondulatorio del campo. Il campo quantistico ha infatti una duplice caratterizzazione; è un insieme di quanti, di granuli che forniscono l’”intensità” del campo, ma è anche governato da una “fase” (che, rozzamente, definisce il modo di oscillare del campo) che emerge spontaneamente dalla dinamica globale dell’insieme dei quanti.

Quindi il campo unificato è la vibrazione cosciente alla base dell’universo “fisico”.

Ricerche congiunte all’Università di Harvard tra professori di fisica e di neuropsicologia hanno portato a importanti risultati e conferme. La fisica quantistica ci rivela come sulla scala di Planck (la misura più piccola di distanza), tutto diventi interconnesso. Come l’osservatore diventi parte dell’osservato. Come le probabilità della vibrazione diventino materia solo in presenza di un osservatore.

Le conseguenze che ne traggono sono rivoluzionarie, sconcertanti, e fondamentalmente concordanti con quello che i grandi illuminati spirituali hanno sempre detto fin dalla notte dei tempi.

Il tempo è bidirezionale, la materia non è la realtà. La realtà è la coscienza.

Dio è ovunque, sempre, e noi siamo punti di vista della coscienza di Dio, sperimentando il possibile, vivendo la materia, per imparare anche noi a creare universi.

 

 

 

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Rigenerazione Cellulare

Le tecniche di Rigenerazione Cellulare del METODO SUMMA AUREA® consentono di inviare dei messaggi, delle informazioni, attraverso un cambio di frequenza energetica.

Il cambio di frequenza energetica è associato ad una diversa onda elettromagnetica (e.l.m) a cui l’Operatore del METODO SUMMA AUREA® può agganciarsi nel momento in cui Modifica il suo Stato di Coscienza.

In questo stato alterato di coscienza è possibile Rigenerare il proprio stato cellulare inviando informazioni coerenti che dipendono dalla volontà e intenzione che abbiamo nel momento in cui svolgiamo la tecnica stessa.

Approfondiamo tali concetti!

Einstein ha dimostrato che la materia ha una dimensione energetica quindi fisicamente anche la materia vivente può ricevere, immagazzinare e cedere energia, in dettaglio questa energia è collegata ai fotoni che dal punto di vista fisico sono considerati quanti del campo elettromagnetico.

I fotoni si possono produrre in vari modi con emissione da elettroni che cambiano stato o orbitale, dalla transizione nucleare, dall’ annichilazione particella antiparticella o da qualsiasi fluttuazione del campo elettromagnetico. Il primo fisico a teorizzare la presenza dei fotoni fu nel 1922 il biologo russo Gurwitsch, la conferma scientifica della esistenza dei biofotoni si ha da parte del prof. Facchini con l’ introduzione nella fisica nucleare di un rivelatore molto sensibile alla luce chiamato tubo fotomoltiplicatore. Con questo strumento si è potuto dimostrare l’emissione di biofotoni legato al DNA, in particolar modo durante la sua replicazione. L’aumento di biofotoni in tessuti cancerosi indicava l’intensa attività replicativa delle cellule accompagnata quindi dalla cosiddetta “radiazione mitogenetica”.

Secondo il fisico Popp l’energia elettromagnetica gioca un ruolo fondamentale nei processi biologici in quanto è in grado di influenzare l’energia cinetica delle reazioni sia a livello atomico che molecolare, il corpo umano deve mantenere sempre una condizione di equilibrio, tale condizione viene mantenuta grazie a questo tipo di energia che condiziona direttamente l’omeostasi della singola cellula, del tessuto, dell’organo e quindi dell’intero organismo proprio perché vibrando con delle frequenze caratteristiche si sincronizzano tra loro i messaggi entrando in risonanza tra loro. Secondo Popp i biofotoni nascono dal nucleo cellulare o meglio dal DNA che è in grado di ricevere e inviare i segnali elettromagnetici. Da questo punto di vista, attraverso meccanismi elettromagnetici, si potrebbero evincere i legami che intercorrono tra la medicina quantistica e i trattamenti energetici come il METODO SUMMA AUREA®.

Le radiazioni emesse dalle cellule sono molto deboli ma di una qualità tale che li predispone ad essere trasmettitrici di informazioni, in pratica l’ irradiazione non è caotica ma è formata da vibrazioni stabili come la luce laser ma a differenza di quest’ ultimo non viene proiettato fuori dal sistema ma rimane intrappolata fungendo da collante e coordinatore degli stessi sistemi. Questa proprietà è detta “coerenza” e solo grazie a questa si possono memorizzare delle informazioni utili.

Se l’acqua viene immersa in un campo elettromagnetico i dipoli si orientano in macromolecole chiamate cluster dove le singole molecole oscillano in fase tra loro. Tra questi sistemi coerenti in fase c’è la possibilità di un dialogo sottile senza scambio di energia, coinvolgendo solo le fasi. Nel corpo umano i cluster di acqua presenti nella matrice sono influenzati direttamente dal ph e dalla temperatura.

L’energia prodotta dalle reazioni biochimiche ai margini dei cluster non si dissipa sotto forma di calore ma di onde e.l.m. dando luogo ad un’altra forma di coerenza. In questo passaggio fondamentale si viene a creare una relazione biunivoca tra la chimica e la fisica poiché le molecole non reagiscono spinte dal caso ma in funzione del principio di risonanza magnetica se le loro frequenze si vengono a riconoscere. Ecco perché ci sono reazioni biochimiche privilegiate che avranno una cinetica favorita rispetto ad altre, che producendo energia elettromagnetica potranno portare la loro influenza anche a distanza in altri distretti.

Questo tipo di informazioni elettromagnetiche nelle diluizioni omeopatiche si trasmette con l’acqua mentre nei trattamenti Bioenergetici attraverso le mani del terapeuta. Le informazioni che emette un essere vivente possono essere collegate a situazioni fisiologiche o patologiche e possono essere captate dal corpo tramite degli elettrodi.

Quindi è chiaro che ogni molecola, cellula, organo, emette onde elettromagnetiche sottili prodotte da biofotoni quindi tutti i processi biochimici sono regolati da oscillazioni elettromagnetiche. Popp afferma che la malattia prima di manifestarsi con i classici sintomi si manifesta con una oscillazione elettromagnetica caratteristica che porta nell’ organismo a regolazioni errate del sistema cibernetico. Grazie alle Tecniche presenti nel METODO SUMMA AUREA®  è possibile quindi emettere fotoni ad elevata frequenza che per risonanza modificano lo stato energetico delle cellule provocando quella che possiamo chiamare riarmonizzazione energetica.

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Espansione di Coscienza

Questo stato che si raggiunge nel METODO SUMMA AUREA®, è uno stato di coscienza alterata che porta il cervello a lavorare in Onde Delta e anche Gamma e non prevalentemente come accade in altri percorsi in Onde prevalentemente Alfa o al limite Theta.

Questa differenza sostanziale consente una maggiore connessione con gli stati più profondi dell’inconscio e quindi anche una maggiore connessione con il proprio Sé e quindi anche con il nostro aspetto più Spirituale.

Comprendiamo meglio che cosa significa quanto appena detto!

 Che cos’è la coscienza?

Per meglio chiarire questa domanda ci sono varie definizioni a seconda del punto di riferimento che assumiamo:

  • È l’avvertire la presenza di qualche cosa allo “spirito” ci dice un dizionario enciclopedico.
  • È un’istanza sensoriale, discriminativa di qualità psichiche” ci suggerisce un manuale di psicologia dinamica.
  • È il correlato soggettivo di certe attività encefaliche” ci propone un testo di neurologia.

In verità, essere coscienti di qualche cosa è un esperienza che tutti conosciamo, ma di cui non è possibile dare una definizione riduttiva. Possiamo ammettere l’esistenza di un inconscio o di un preconscio, ossia di atti psichici non coscienti: ma non possiamo pensarli o menzionarli o descriverli se non in termini di coscienza. Nei fenomeni di percezione extrasensoriale molto si svolge probabilmente a livelli non coscienti, ma noi ne possiamo parlare solo al momento in cui la coscienza ce li rivela. Altrimenti rimarranno per sempre fuori, appunto, dalla nostra coscienza.

Ma per coscienza normale che cosa dobbiamo intendere?

Per un occidentale non troppo nevrotico o pazzo, essa è lo stato psichico in cui ci troviamo abitualmente quando siamo svegli.

Essa, inoltre, nel corso della giornata, può subire sensibili oscillazioni di intensità pur rimanendo sempre una coscienza di veglia. Sappiamo che presso certe popolazioni primitive la possibilità di sperimentare stati diversi di coscienza (come ad esempio essere posseduti da un dio o da uno spirito) è considerata del tutto normale, mentre appare improponibile tale posizione al riguardo per noi occidentali. Questo era opportuno ricordarlo perché non si prenda come ottimale quello stato di coscienza a noi più noto e consueto.

Lo spettro delle potenzialità umane

Dal momento della nascita ogni uomo trova davanti a sé una gamma vastissima di potenzialità da sviluppare. Ad esempio, la capacità di poter correre i 100 m. in 10 sec., di imparare la matematica e le lingue straniere e probabilmente anche quella di usare certe facoltà psi.

Tuttavia, ogni individuo nel corso della sua esistenza svilupperà solo una piccola frazione di ciò che potenzialmente è in grado di fare. Ciò dipende dal fatto di essere nato entro una certa cultura, in un determinato periodo storico, in un posto piuttosto che in un altro, di avere determinati genitori, insegnanti ed amici, ed anche da una vasta serie di fattori “casuali”.

All’interno di ogni contesto umano si forma un atteggiamento comune secondo il quale è bene sviluppare certe potenzialità e soffocarne invece altre.

Un bambino in età scolare avrà già prefissate, entro certi limiti, molte delle sue future mete e aspettative. Chi diverge da questi binari, tacitamente riconosciuti da tutti come invalicabili, verrà emarginato, condannato o curato come un malato.

Anche le potenzialità della nostra coscienza sono numerosissime, ma soltanto alcune di esse sono favorite ed impiegate, mentre di tante altre non se ne fa uso, o perché sono inibite, o perché non si sa della loro esistenza, o perché si sono atrofizzate per il disuso. Alcune di esse però sono solo latenti ed aspettano gli stimoli appropriati per emergere.

 

Definizione degli Stati Alterati di Coscienza

ESTASI TRANCE
immobilità movimento
silenzio rumore
solitudine compresenza
senza crisi con crisi
privazione sensoriale sovrastimolazione sensoriale
ricordo amnesia
allucinazione assenza di allucinazione

Nell’estasi si sperimenta un rapporto molto intimo e nuovo con l’universo (estasi cosmica), o con Dio (estasi mistica).

Si sente che tutte le cose sono tra loro collegate, si scoprono nuovi significati nel mondo attorno a noi. Perdono valore i fatti che fino a quel momento ci erano sembrati importanti. Si prova un estremo senso di euforia e di gioia incontenibile sino a farci piangere copiosamente.

Spesso sparisce la paura della morte. Si percepisce il mondo come attraverso nuovi organi di senso. I colori, i suoni, etc, sembrano più vividi e penetranti, con nuove caratteristiche mai prima sperimentate.

Nel corso delle loro pratiche ascetiche, i cultori dello yoga possono sospendere i battiti del loro cuore, contrastare la peristalsi intestinale ed altri movimenti involontari, e ridurre quasi a zero il loro metabolismo, sino a giungere a stati comatosi. Anche gli stati mistici, in passato considerati come espressione di grave patologia mentale, iniziarono ad essere guardati con occhio più benevolo dagli uomini di scienza.

Le sostanze come l’LSD, la psilocibina e la mescalina sono chiamate in America psicolitiche (che liberano la mente) e, in Europa, psichedeliche (che aprono o dilatano la mente). Esse non sono narcotici, sedativi o stimolanti, ma hanno l’unico effetto sulla psiche umana di renderla consapevole di forme di coscienza e di contenuti che di solito sono nascosti o inconsci.

 

Considerazioni psicofisiologiche

Lo psichiatra americano Roland Fischer, in uno splendido articolo comparso sulla rivista Science nel 1971 dal titolo: “A Cartography of the Ecstatic and Meditative States”, collega gli stati di coscienza a livelli di attivazione del sistema parasimpatico ed ortosimpatico.

L’elemento determinante per il passaggio da uno stato di coscienza all’altro è espresso dalla velocità di elaborazione del cervello. In altri termini, cambiare la velocità di lavoro del cervello significa cambiare stato di coscienza. Se la velocità di elaborazione aumenta, lo stato coscienziale si colloca lungo un continuum percezione-allucinazione che comprende: lo stato di veglia normale; lo stato di creatività; l’ansia; la catatonia (quando tutto il sistema si blocca); l’estasi mistica. L’estasi, nello schema di Fischer, è lo stato di massima velocità di lavoro del cervello. In questo stato la coscienza non riceve più dati sensoriali dall’esterno per cui, non avendo più alcun materiale in arrivo, essa può analizzare, in un certo senso, Se stessa. Se invece la velocità di elaborazione diminuisce, la gamma degli stati di coscienza si sposta verso un continuum di percezione-meditazione comprendente: lo stato di veglia rilassata; lo stato di rilassamento profondo intenzionale e, dopo un ampio intervallo, i vari gradi della meditazione sino al Satori del buddhismo Zen e al Samadhi dello Yoga.

Questa parte della mappa comprende importanti aspetti della religiosità orientale. Entrambi i percorsi sono caratterizzati da una graduale interiorizzazione, passando da una dimensione fisica (immagini sensoriali in ingresso) ad una mentale o interiore. Dalla rilevazione dei parametri fisiologici e biochimici si può dire in quale stato si trovi il soggetto in esame o, almeno, su quale dei due percorsi indicati da Fischer esso sia localizzato. Dallo schema che compare nell’articolo di Fischer, si vede come i due percorsi, partendo dal medesimo punto che è lo stato di veglia, si dividano per seguire due direzioni diametralmente opposte. Alla fine di ciascun percorso, si arriva comunque alla stessa meta dove ognuno di noi può, se si realizzano certe condizioni, venire a contatto con il proprio Sé.

In questo contesto grazie al  METODO SUMMA AUREA®, si arriva ad uno stato di coscienza alterata che porta il cervello a lavorare in Onde Delta e anche Gamma.

Rilevamento dello stato cerebrale di un persona durante un trattamento di 5 minuti con il METODO SUMMA AUREA®.

Rilevamento dello stato cerebrale di un Operatore del METODO SUMMA AUREA® durante un autotrattamento di 5 minuti.
Possiamo notare i picchi quasi eguali delle Onde Delta e Gamma che denotano il profondo stato di connessione. Il picco di Onde Beta è in questo stato presente perché trattandosi di un autotrattamento, la parte cosciente è necessariamente più presente.

 

 

 

 

 

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RICONNESSIONE ALLA MATRICE ORIGINARIA E RIPROGRAMMAZIONE CELLULARE

La nostra Matrice Energetica Originaria è in Sé perfetta. Questa tecnica di Riconnessione ci consente di prendere coscienza che la nostra Essenza Energetica è più grande di ciò che al momento percepiamo e che le Informazioni contenute in essa possono essere da noi acquisite.

Riconnetterci ad essa è come metterci un vestito nuovo che è perfetto per noi anche se noi non siamo più perfetti per lui. Nei punti dove noi abbiamo un imperfetto equilibrio energetico la riconnessione alla Matrice consente un lavoro giornaliero di stimolazione che tende a riportare l’equilibrio tra noi e la matrice, affinché anche noi si torni (per ciò che è possibile) perfetti.

Tale lavoro di armonizzazione può essere incentivato e ulteriormente migliorato lavorando sulla riprogrammazione cellulare.

La Riconnessione alla Matrice Originaria fornisce quantisticamente, Informazioni alle cellule per riarmonizzarle e quindi riprogrammarle per essere in equilibrio con la Matrice stessa.

Il Campo Informazionale che viene Riconnesso, necessita di un breve periodo di tempo per far fluire le informazioni a livello cellulare e attraverso la Tecnica della Rigenerazione Cellulare noi lavoriamo per aprire tutti i canali e favorire tale afflusso di Informazioni.

Se a questo lavoro aggiungiamo la tecnica per Espandere la nostra Coscienza otterremo l’ampliamento dei canali energetici e l’aumento di energia nel nostro corpo velocizzerà ulteriormente l’afflusso di informazioni.

Come sappiamo è stato verificato che con il METODO SUMMA AUREA® si può modificare lo stato di funzionamento cerebrale e portare il cervello a lavorare in Onde Delta portandoci così a connetterci con il nostro inconscio. Come la scienza ha dimostrato, e l’Epigenetica ne è un esempio, un informazione nell’inconscio modifica l’Epigenoma e tale modificazione può essere trasmessa anche ai nostri discendenti.

In questo caso noi lavoreremo per modificare le informazioni nel nostro corredo Epigenetico e per quello che è possibile, fino ad arrivare al DNA.

Questo procedimento consentirà un miglior benessere psico-fisico e una migliore sensibilità spirituale.

Anche la nostra consapevolezza crescerà e la nostra percezione della realtà e della nostra vita muterà portando ulteriori miglioramenti nelle relazioni e nella manifestazione di noi stessi, con maggiore fiducia e serenità.

Ovviamente tutte le persone che lo desiderano posso vivere direttamente tale esperienza di Riconnessione frequentando il Corso Base di 1° Livello di Riconnessione alla Matrice Originaria. In questo caso sarà riconnessa a tutti i partecipanti la propria Matrice Originaria e ogni uno  potrà acquisire le tecniche per la propria Riprogrammazione Cellulare e continuare direttamente il lavoro su se stessi.

Questa tecnica può essere acquisita solo partecipando al Percorso per diventare: Operatore di Riconnessione della Matrice Originale secondo il METODO SUMMA AUREA®.

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Livelli di Bioenergia

Il METODO SUMMA AUREA®  si fonda su 4 Livelli base di cui a volte il Secondo e Terzo livello vengono accorpati, oltre a dei Livelli Superiori fruibili esclusivamente da chi è interessato a percorrere un percorso Spirituale.

I Livelli base sono fruibili da tutte le persone e sono alla base di ogni Percorso sia Professionale che Spirituale legato al Metodo.

Nei primi due Livelli si lavora con i 7 Chakra principali mentre a partire dal 3° Livello si lavora anche con i 6 chakra Superiori.

In questi Corsi si impara sempre la canalizzazione dell’Energia e il suo uso in ambito di trattamento o autotrattamento, sia a livello fisico che come risoluzione del malessere personale.

Come conseguenza dell’alta vibrazione energetica, accessibile tramite il METODO SUMMA AUREA®,  un trattamento energetico al 1° Livello è fattibile già in 5 minuti. Si riducono i tempi perché una volta che si apre il canale, si apre la connessione, essa, come conseguenza dell’attivazione, possiede una PORTATA  ENERGETICA, AMPIAMENTE SUPERIORE a quella avuta precedentemente all’attivazione stessa. Ad ogni Livello  l’apertura dei chakra aumenta così come aumenta la frequenza energetica di connessione della persona.

Le tecniche, presenti anche nei libri che parlano del METODO SUMMA AUREA®, sono efficaci se e solo se vengono svolte ad un livello energetico-vibrazionale connesso all’attivazione del Metodo stesso.

La stessa tecnica eseguita senza aver ricevuto almeno l’attivazione al 1° Livello, diventa quasi una semplice visualizzazione o esercizio fisico.

Questo è importante farlo presente perché con l’attivazione al METODO SUMMA AUREA® si entra in una vibrazione energetica così elevata che difficilmente senza tale attivazione, è possibile raggiungere a prescindere da quale percorso si possa aver svolto.

Per chi intende avvicinarsi al METODO SUMMA AUREA® è preferibile possedere una conoscenza di base dell’uso dell’energia e magari uno o più livelli Reiki o percorsi similari. In ogni caso sarà il colloquio con il Formatore lo strumento migliore per un’eventuale partecipazione ai Corsi.


CORSI PROFESSIONALI:

 


APPROFONDIMENTI: